20/12/2011 - Il Sunia all'attacco
Ravenna - Rivendicare una politica di edilizia nazionale per l’affitto sostenibile. Bloccare gli sfratti per morosità incolpevole. Rifinanziare il fondo nazionale di sostegno all’affitto. Avviare il Piano Casa per l’edilizia residenziale pubblica. Queste ed altre rivendicazioni sono alla base della mobilitazione del sindacato inquilini Sunia di Modena svoltasi lo scorso martedì 13 dicembre in occasione della giornata nazionale contro gli sfratti e per il diritto alla casa.
Una delegazione di inquilini, giovani precari e funzionari del Sunia a bordo del furgone del sindacato, martedì 13 dicembre ha fatto tappa prima davanti alla sede del Tribunale di Modena in corso Canalgrande dove proprio il martedì mattina si emettono le sentenze di sfratto.
Poi il furgone del Sunia si è spostato in piazza Grande presso la Preda Ringadora. Infine, ultima tappa, ha fatto visita presso la Prefettura in viale Martiri dove i rappresentanti del Sunia, insieme agli altri sindacati inquilini, sono stati ricevuti dal Prefetto di Modena.
In tutti e tre i presidi sono stati distribuiti volantini ai cittadini per sensibilizzare la gente sul tema casa come vera e propria emergenza sociale.
Proprio nella giornata nazionale contro gli sfratti, il Sunia chiede innanzitutto la proroga anche per il 2012 del blocco degli sfratti per le categorie particolarmente disagiate.
Fenomeno molto più allarmante per la provincia di Modena è comunque quello degli sfratti per morosità. Nel 2010 sono stati emessi 1.560 sfratti (nel 2007 erano stati 934) di cui il 95% per morosità, in larga parte cosiddetta “morosità incolpevole”, dovuta cioè alla caduta di reddito e alla mancanza di lavoro generati dalla crisi.
Il Sunia solleciterà perciò il Prefetto di Modena al riconoscimento dello stato di emergenza e ad attivarsi per il rinnovo immediato del nuovo Protocollo “blocca sfratti” al fine di evitare che questa famiglie siano private del diritto alla casa.
“Il Protocollo «blocca sfratti» è uno strumento efficace solo se ha risorse sufficienti – commenta Antonietta Mencarelli – Serve l'impegno di tutte le istituzioni (locali, regionali e nazionali) per aumentare le disponibilità”
Altra richiesta al Prefetto, anche l’istituzione della Commissione Prefettizia per monitorare le famiglie sottoposte a sfratto e facilitare il passaggio “da casa a casa”. Si chiede inoltre di creare un Osservatorio sull’emergenza abitativa nella nostra provincia.
Il Sunia ricorda che oltre al dilagare delle morosità sugli affitti, nel 2010 si sono avuti nella nostra provincia, quasi 800 pignoramenti di casa, a causa del mancato pagamento della rata del mutuo.
Sempre fra le richieste al Prefetto da riportare al Governo, si sottolinea la necessità di ripristinare il Fondo nazionale per l’affitto drasticamente ridotto negli ultimi anni (si è passati da oltre 360 milioni del 2000, ai 110 per il 2011, ai 14 per il 2012). La drastica riduzione del Fondo da parte del Governo, avrà come conseguenza che oltre 11.200 famiglie modenesi ammesse ai contributi (circa 600 euro annui), dal 2012 non riceveranno più nulla per l’impossibilità di attivare il Fondo a livello regionale per mancanza di risorse.
Fondamentale aumentare anche in modo consistente l’offerta di alloggi a canone sostenibile riformando il regime della locazione per riequilibrare le dinamiche del mercato.
Vanno incentivati i canoni concordati (oggi ancora in numero limitato rispetto a quelli liberi, siamo nella proporzione di 1 a 4) utilizzando la leva fiscale. “Più precisamente – spiega il segretario del Sunia – la «cedolare secca» sui redditi da affitti non aiuterà a far decollare i canoni concordati, poiché non differenzia in modo deciso il premio fiscale per i canoni calmierati, anzi il rischio è di affossarli definitivamente!”
Occorre anche rilanciare un piano nazionale per l’edilizia residenziale pubblica (Erp).
Sul fronte della lotta all’evasione fiscale bisogna introdurre strumenti fondamentali quali la tracciabilità dei pagamenti e la detrazione fiscale degli affitti pagati dai conduttori. Quest’ultima sarebbe una misura di equità perché introdurrebbe un vantaggio analogo a quello praticato per i cittadini che pagano il mutuo per la prima casa; di contenimento del peso complessivo dell’affitto sul reddito; di contrasto all’evasione, perché creerebbe un conflitto di interessi tra proprietario e inquilino.
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